Fgas e disposizioni del DPR 146/2018: occorre ancora il registro dell’apparecchiatura cartaceo?

DiDaniele

Fgas e disposizioni del DPR 146/2018: occorre ancora il registro dell’apparecchiatura cartaceo?

Il registro dell’apparecchiatura previsto dall’art. 2 del Regolamento CE n. 1516/2007 è stato sostituito da una banca dati che deve essere compilata telematicamente dalle ditte di installazione e manutenzione. Questo avviene per disposizione del DPR 146/2018, che è entrato in vigore il 24 settembre del 2019.

In questa banca dati devono essere riportati i dati di vendita degli Fgas e delle apparecchiature che li contengono.

Anche se la responsabilità dell’aggiornamento dei registri telematici è delle imprese e delle persone certificate Fgas, la mancanza del registro (cartaceo o elettronico) da parte dell’operatore (cioè del proprietario dell’impianto) è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da 7.000 a 100.000 euro.

Per questo motivo, è auspicabile avere a disposizione e tenere aggiornato anche il registro cartaceo.

 

Ecco, in sintesi, le disposizioni del DPR 146/2018.

Gli installatori e i manutentori certificati devono comunicare alla banca dati l’avvenuta installazione di nuovi impianti entro 30 gg. dall’installazione.

La stessa tempistica vale anche nel caso di intervento di controllo delle perdite, manutenzione, smantellamento o riparazione e per qualsiasi altro intervento.

Per la tenuta della banca dati, le imprese e le persone certificate devono versare dei diritti di segreteria alla Camera di Commercio entro il mese di novembre.

Le suddette imprese o persone fisiche certificate devono iscriversi al nuovo registro telematico; se non lo fanno entro 8 mesi, perdono la certificazione.

Quindi gli operatori dovranno accertarsi anche che i loro fornitori siano ancora in possesso della certificazione.

 

Le imprese (di installazione o manutenzione) che non si iscrivono e che svolgono comunque le attività di installazione, manutenzione ecc. sono soggette ad una sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 a 10.000 euro.

 

L’operatore che non ottempera all’obbligo di controllo delle perdite è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 7.000 a 100.000 euro. Se non si avvale di persone certificate, la sanzione va da 10.000 a 100.000 euro.

L’operatore che non tiene il registro dell’apparecchiatura o il registro del sistema è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 7.000,00 euro a 100.000,00 euro.

Anche l’incompleta tenuta dei registri è sanzionata, come pure l’impiego di un formato non conforme all’art. 15 del DPR 43/2012 (da 7.000 a 100.000 euro).

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